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			<title><![CDATA[Europa: inquinamento zero è possibile?]]></title>
			<author><![CDATA[EEA - Agenzia Europea Ambiente]]></author>
			<category domain="https://www.aceng.eu/blog/index.php?category=intervista"><![CDATA[intervista]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000C"><div class="imHeading1">Come fa l'Europa ad arrivare all'inquinamento zero?</div><div><div class="imTAJustify"><span _msthash="2218970" _msttexthash="27810770" class="fs12lh1-5"><i>Si è parlato molto delle ambizioni dell'UE per il 2050, del Green Deal europeo e del raggiungimento dell'azzeramento delle emissioni nette. In che modo il piano d'azione dell'UE per l'inquinamento zero si inserisce in questi sforzi?</i></span></div></div><div><span _msthash="2218970" _msttexthash="27810770" class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><div class="fs12lh1-5"><div class="imTAJustify">Il Green Deal europeo è sostenuto da una serie di iniziative ambiziose e il piano d'azione per l'inquinamento zero è un elemento importante del Green Deal europeo, che definisce una tabella di marcia per <strong _istranslated="1"><b>prevenire un impatto significativo dell'inquinamento</b></strong> sulla nostra salute e sui nostri ecosistemi.</div><div class="imTAJustify">Il piano d'azione presenta numerose sinergie con altre misure politiche nell'ambito del Green Deal europeo, quali il piano d'azione "Dal produttore al consumatore", il piano d'azione per l'economia circolare, la strategia sulla biodiversità, la strategia tematica per il suolo e la strategia in materia di sostanze chimiche per la sostenibilità, con uno degli obiettivi chiave del piano d'azione di integrare la prevenzione dell'inquinamento in tutti i settori politici pertinenti.</div><div class="imTAJustify">Sebbene il <strong _istranslated="1"><b>cambiamento climatico</b></strong> non rientri specificamente nell'ambito di applicazione del piano d'azione per l'inquinamento zero, è chiaro che il raggiungimento degli obiettivi del piano d'azione ci aiuterà ad avvicinarci agli obiettivi di zero emissioni nette e viceversa.</div><div class="imTAJustify">Il piano d'azione per l'inquinamento zero sostiene anche agende internazionali più ampie come gli <strong _istranslated="1"><b>obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite per il 2030</b></strong>, con il piano d'azione che riconosce che <strong _istranslated="1"><b>l'inquinamento non si ferma alle frontiere</b></strong> e che, ad esempio, le nostre abitudini di consumo e le attività di gestione dei rifiuti in Europa influenzano i livelli di inquinamento a livello globale.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><b _msthash="2219620" _msttexthash="2914379">In cosa consiste nello specifico il Piano d'Azione Inquinamento Zero?</b></div><div class="imTAJustify">Si tratta di un argomento molto ampio e difficile da definire, ma uno degli obiettivi principali è incoraggiare e promuovere <strong _istranslated="1"><b>l'inclusione della prevenzione dell'inquinamento in tutte le pertinenti politiche dell'UE</b></strong>. Altri elementi chiave del piano includono <strong _istranslated="1"><b>affrontare le disuguaglianze</b></strong> nell'esposizione all'inquinamento, una migliore attuazione e applicazione, l'azione collettiva e i cambiamenti in tutta la società, sostenere il cambiamento globale verso l'inquinamento zero e sviluppare un approccio più integrato al monitoraggio dell'inquinamento.</div><div class="imTAJustify">Il piano d'azione riconosce inoltre che, per realizzare tali ambizioni, dobbiamo garantire che le misure politiche siano basate sulla prevenzione dell'inquinamento alla fonte, con concetti quali la bonifica <strong _istranslated="1"><b>dell'inquinamento ambientale e l'eliminazione</b></strong> "end-of-pipe" meno sostenibili come misure a lungo termine.</div><div class="imTAJustify">Il piano stesso comprende un elenco completo di azioni specifiche da intraprendere per avviare la realizzazione dell'obiettivo "inquinamento zero" (con scadenze per tali azioni) e la definizione di nove azioni specifiche "faro" che sono stabilite nel piano d'azione. Ad esempio, l'iniziativa faro 1 è "ridurre le disuguaglianze sanitarie attraverso l'inquinamento zero".</div><div class="imTAJustify">Il calendario generale per il piano d'azione guarda al 2050, tuttavia, il piano include anche obiettivi per il 2030 per aiutare a raccogliere un certo slancio iniziale nel realizzare l'ambizione di inquinamento zero.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><b _msthash="2286804" _msttexthash="2743988">Qual è il ruolo dell'AEA nel piano d'azione per l'inquinamento zero?</b></div><div class="imTAJustify">Dobbiamo essere in grado di monitorare efficacemente i progressi compiuti nella realizzazione dell'obiettivo dell'inquinamento zero per capire dove stiamo andando bene, dove <strong _istranslated="1"><b>i progressi</b></strong> sono più lenti e dove dobbiamo raccogliere ulteriori conoscenze. Ciò contribuirà a guidare la realizzazione dell'ambizione del piano nei prossimi anni.</div><div class="imTAJustify">Il piano d'azione prevede l'obbligo per l'AEA e il Centro comune di ricerca (JRC) della Commissione europea di produrre una <strong _istranslated="1"><b>valutazione del monitoraggio e delle prospettive dell'inquinamento zero</b></strong>. In particolare, l'AEA è responsabile della preparazione della valutazione di monitoraggio, con la prima valutazione che dovrebbe essere consegnata alla fine del 2022 e una valutazione di follow-up nel 2024.</div><div class="imTAJustify">Tale valutazione fornirà una valutazione integrata delle recenti tendenze dell'inquinamento e se i nostri risultati attuali mettono l'UE in una buona posizione per raggiungere gli obiettivi specifici di inquinamento zero per il 2030 e altri obiettivi politici attuali, nonché considerare gli obiettivi a più lungo termine verso il 2050.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><b _msthash="2287376" _msttexthash="1872689">In che modo esattamente l'AEA monitorerà i progressi?</b></div><div class="imTAJustify">La nostra valutazione entro la fine dell'anno fungerà da <strong _istranslated="1"><b>base</b></strong> rispetto alla quale misurare i progressi futuri. La relazione si baserà sugli "indicatori" disponibili, che ci informano sulle recenti tendenze in materia di emissioni e impatti dell'inquinamento. Utilizzando queste informazioni saremo in grado di fornire un'analisi iniziale per stabilire se siamo sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi specifici per il 2030 e anche se la nostra "direzione di marcia" in altri settori è in linea con gli attuali obiettivi politici.</div><div class="imTAJustify">È importante sottolineare che la nostra analisi probabilmente identificherà anche le aree in cui le nostre conoscenze sono incomplete e in cui dobbiamo sviluppare informazioni e indicatori migliori da utilizzare nelle valutazioni future. Utilizzeremo anche altre fonti di informazione (come la valutazione specifica per paese o i risultati della ricerca) per aiutare a<strong _istranslated="1"><b>identificare le questioni emergenti</b></strong> e fornire allarmi precoci sulle principali questioni future da affrontare.</div><div class="imTAJustify">Una seconda valutazione, da effettuare nel 2024, si baserà sulla relazione del 2022 e includerà ulteriori indicatori e informazioni disponibili per migliorare la nostra comprensione dei progressi compiuti rispetto agli obiettivi di inquinamento zero. Questo lavoro sarà poi utilizzato dalla Commissione europea per sviluppare documenti politici per informare e dirigere la futura politica in materia di inquinamento.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><b _msthash="2287948" _msttexthash="3242876">Quanto è realistico che arriveremo mai a un livello zero di inquinamento?</b></div><div class="imTAJustify">Il livello di ambizione stabilito nel piano d'azione per l'inquinamento zero è davvero molto elevato e alcuni potrebbero mettere in discussione la possibilità di raggiungere l'inquinamento zero. Tuttavia, fissare l'asticella in alto in questo modo fornisce una visione chiara del <strong _istranslated="1"><b>fatto che abbiamo bisogno di un cambiamento più sistemico e di un approccio più</b></strong> integrato per affrontare l'inquinamento e i suoi impatti.</div><div class="imTAJustify"><font _mstmutation="1" _msthash="2219659" _msttexthash="175600087">Stiamo già operando oltre la capacità del nostro pianeta. L'inquinamento dell'aria, del suolo e dell'acqua ha un impatto negativo significativo sulla nostra salute e sui nostri ecosistemi. Studi come la valutazione globale dell'IPBES sulla biodiversità e i servizi ecosistemici mostrano che l'attuale attività umana ha un impatto negativo sugli stessi ecosistemi da cui dipendiamo, e questo chiaramente non è sostenibile. Dobbiamo quindi lavorare sodo per raggiungere gli obiettivi del piano d'azione per l'inquinamento zero se vogliamo diventare una società più sostenibile. </font> </div></div></div><div class="imTAJustify"><b _msthash="2218970" _msttexthash="27810770"><br></b></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 22 Jan 2023 05:05:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Protezione della natura]]></title>
			<author><![CDATA[EEA - Agenzia Europea Ambiente]]></author>
			<category domain="https://www.aceng.eu/blog/index.php?category=legislazione"><![CDATA[legislazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000B"><div><span class="imUl fs12lh1-5"><b>La legislazione dell’UE in materia di protezione della natura</b></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Le due direttive hanno posto molte specie e habitat sotto un <strong><b>programma comune di protezione</b></strong> che prevede <strong><b>regolari monitoraggi</b></strong> e<strong><b> </b><b>requisiti di segnalazione</b></strong>. Il degrado documentato grazie a queste due direttive richiede un’azione più ampia e coordinata tra i vari ambiti politici, sia in Europa che a livello globale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">A oggi, l’UE dispone di un sistema legislativo riguardante l’ambiente e il clima tra i più completi al mondo. Alcune leggi dell’UE affrontano le <strong><b>emissioni di inquinanti o gas serra</b></strong>, i <strong><b>livelli di inquinamento</b></strong> nell’aria o nell’acqua o le emissioni da <strong><b>fonti specifiche</b></strong>, come l’industria o i trasporti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Alcune leggi dell’UE in materia di protezione della natura, come l’iniziativa dell’UE a favore degli impollinatori, chiedono un’azione mirata. Altre, in particolare la direttiva quadro sulle acque e la direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino, svolgono un ruolo centrale nella protezione della natura tramite una gestione basata sugli ecosistemi. La direttiva quadro sulle acque richiede agli Stati membri di ottenere un «buono stato» per tutti i corpi idrici (laghi, fiumi e acque sotterranee) attraverso una gestione sostenibile e coordinata di interi <strong><b>bacini idrografici</b></strong>.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Analogamente, la direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino chiede di raggiungere a un buono stato ecologico dell’<strong><b>ambiente marino</b></strong>, risolvendo fattori di pressione e inquinamento. La legislazione in materia di protezione della natura è supportata, tra l’altro, da quella sull’<strong><b>economia circolare</b></strong> che mira a ridurre i rifiuti e i rischi di contaminazione, ad esempio attraverso una più efficiente gestione dei rifiuti, una migliore progettazione ecocompatibile e limitazioni alla plastica monouso.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Queste leggi aiutano gli Stati membri dell’UE a respirare un’aria più sana, a passare a un’energia più pulita, a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e a porre sotto protezione una quota semre piu’ crescente della propriearee terrestri e marine, anche attraverso la rete Natura 2000. Le <strong><b>infrastrutture verdi</b></strong> dell’UE connettono sempre più spazi naturali, facilitando i movimenti della fauna selvatica. Le città stanno pianificando spazi blu e verdi per prepararsi agli impatti dei cambiamenti climatici e contribuire alla conservazione della biodiversità.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il Green Deal europeo, che delinea l’ambizione a lungo termine dell’UE di diventare entro il 2050 il primo continente con un’economia sostenibile a impatto climatico zero, viene implementato attraverso strumenti politici chiave come la strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030, la strategia «Dal produttore al consumatore», la strategia dell’UE sull’adattamento ai cambiamenti climatici e la nuova strategia dell’UE per le foreste per il 2030. È inoltre supportato da altri, come il piano d’azione per l’economia circolare, la strategia in materia di sostanze chimiche e il piano d’azione per l’inquinamento zero.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Per ridurre i fattori di pressione sulla natura, fermare il declino e ripristinare la biodiversità, l’Europa dovrà intervenire su tutti i fronti, <strong><b>trasformare i suoi sistemi energetici, alimentari e di mobilità</b></strong> e farlo con i partner globali.</span></div></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.aceng.eu/images/AEA_legislazione.JPG"  title="" alt="" width="803" height="417" /><br></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 21 Jan 2023 14:26:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Chi inquina paga?]]></title>
			<author><![CDATA[EEA - Agenzia Europea Ambiente]]></author>
			<category domain="https://www.aceng.eu/blog/index.php?category=intervista"><![CDATA[intervista]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000A"><div class="imTAJustify"><span class="imUl fs12lh1-5"><b>In cosa consiste il principio «chi inquina paga»?</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il principio «chi inquina paga» è un principio semplice basato sul buon senso: chi inquina, che potrebbe essere il responsabile o l’attività che causa l’inquinamento, deve pagare per rimediare al torto. Ciò potrebbe implicare la bonifica dell’area inquinata o la copertura dei costi sanitari delle persone colpite.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Storicamente, si è trattato di un concetto molto potente per attenuare gli impatti negativi dell’inquinamento. Ha fornito un imperativo d’azione morale e giuridico. In casi urgenti, ha contribuito a formulare politiche e misure che hanno consentito un’azione decisiva per individuare le fonti di inquinamento e la relativa responsabilità, ridurre i livelli di inquinamento e fornire una qualche forma di compensazione alle persone colpite. Ad esempio, alcune attività economiche note per rilasciare inquinanti hanno dovuto installare filtri per ridurre le emissioni inquinanti o istituire fondi di compensazione settoriale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Tuttavia, anche nei casi semplici in cui è possibile individuare chi inquina, l’attuazione può risultare difficile. Il «colpevole» può non essere in grado di pagare e la società madre o gli azionisti non sempre possono essere ritenuti responsabili delle attività di una società controllata. Non tutti i paesi dispongono di un quadro giuridico consolidato per gestire questi casi. Anche in caso affermativo, un procedimento giudiziario è spesso molto lungo e costoso.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Inoltre, con il tempo, il principio è stato applicato a casi più complessi di inquinamento persistente e diffuso, come l’inquinamento atmosferico derivante da fonti diffuse, in cui l’attribuzione della responsabilità e l’attuazione diventano ancora più difficili.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="imUl fs12lh1-5"><b>Come si può definire chi deve pagare chi?</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Nei casi di inquinamento diffuso, non è facile tracciare e individuare chi inquina e collegarlo alle le persone colpite. L’inquinamento atmosferico può essere causato da inquinanti provenienti da fonti e luoghi diversi, alcuni dei quali possono trovarsi al di là dei confini internazionali. Dobbiamo anche riflettere sui risultati positivi e sui benefici di queste attività inquinanti. Si tratta di prodotti e servizi, come cibo, abbigliamento, trasporti, che avvantaggiano noi individualmente e la società nel suo insieme.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Ad esempio, le attività inquinanti al di fuori dell’UE potrebbero interessare le comunità locali, ma l’azienda madre potrebbe avere sede nell’UE e i consumatori europei potrebbero usufruire dei prodotti. In questi casi è difficile ritenere responsabile solo il gestore. Spesso la società nel suo insieme ne sostiene i costi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Ma i costi o i danni e i benefici non sono distribuiti equamente. Le comunità a basso reddito o i gruppi più vulnerabili, come le famiglie monoparentali, tendono a vivere più vicini alle strade e a essere più esposti agli agenti inquinanti del trasporto stradale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="imUl fs12lh1-5"><b>Esistono esempi validi di misure efficaci?</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Vi sono due diversi tipi di approccio. Il primo mira ad aiutare le persone colpite e in Europa esistono molti validi esempi. I pannelli per l’abbattimento acustico o strutture simili costruite lungo le autostrade possono ridurre in modo significativo i livelli di rumore e, di conseguenza, i danni per chi vive nei dintorni.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il secondo tipo mira, in primo luogo, a limitare o prevenire l’inquinamento o le attività dannose. Tali misure potrebbero comprendere l’imposizione di tasse, quote di inquinamento o determinate soluzioni tecnologiche. Ad esempio, l’Europa sta introducendo carburanti più puliti o riducendo gradualmente le emissioni di carbonio prodotte dalle nuove autovetture. Per alcuni settori, le quote di emissione sono soggette a un massimale e possono essere negoziate. Alcune di queste misure mirano ad adeguare il prezzo in modo da influenzare i comportamenti di consumo. Analogamente, ad oggi molti Stati membri fanno pagare in base alla quantità estratta o utilizzata piuttosto che sul numero di rubinetti, fatto che ha cambiato in modo sostanziale il modo in cui utilizziamo l’acqua.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="imUl fs12lh1-5"><b>Presenta svantaggi la modalità di applicazione del principio «chi inquina paga»?</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Purtroppo, l’attuale sistema può essere visto e utilizzato come una «licenza per inquinare»: a patto che tu possa pagare (vale a dire, se te lo puoi permettere) sei autorizzato a inquinare. Ciò è strettamente legato all’iniqua ripartizione dei benefici e dei costi di queste attività inquinanti. Anche la questione dell’iniquità è il fulcro dei negoziati globali sul clima, sia in termini di emissioni storiche (la quantità emessa da ciascun paese fino al momento attuale) sia in termini di emissioni attuali pro capite. In un mondo ideale, a tutti verrebbe concessa la stessa quantità di crediti di carbonio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il secondo svantaggio principale riguarda il «pagamento» che difficilmente copre tutti i «costi». I territori contaminati in vecchi siti industriali potrebbero essere bonificati per consentire alle persone di viverci. Si tratta di un’operazione molto costosa, ma non elimina necessariamente il danno arrecato ai corpi idrici o alle persone e agli animali che usufruiscono di quell’acqua. I costi sono spesso limitati ai costi operativi e non riflettono il reale valore dei benefici che otteniamo dalla natura.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="imUl fs12lh1-5"><b>Possiamo progettare un sistema che copra il valore complessivo?</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Abbiamo bisogno di un approccio coerente e globale che affronti tutte le sfide che ci attendono – degrado ambientale, cambiamenti climatici, uso delle risorse e disuguaglianze – esattamente come fanno gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Il Green Deal europeo punta all’integrazione di alcune di queste idee nelle politiche europee.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Per coprire il valore reale avremmo bisogno di un regime fiscale molto più ambizioso, sia per l’imposta sulle società che per l’imposta sul reddito personale, volto a indurre un comportamento più sostenibile. Inoltre, i costi devono essere integrati non solo a valle sul versante del consumo, ma anche a monte sul versante della produzione. Poiché i sistemi di consumo e produzione sono interconnessi a livello globale, la suddetta integrazione richiede un approccio che vada oltre le norme e i regolamenti degli stati sovrani.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Per essere efficace, questo approccio deve essere sostenuto da un sistema di governance con le autorità di regolamentazione in grado di garantire e applicare condizioni di parità con norme ben definite. Nella pratica, oltre a tasse cospicue e standard comuni, saranno necessarie misure come i dazi antidumping e le tasse sul carbonio alle frontiere, nonché un approccio comune verso le sovvenzioni dannose per l’ambiente. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"> </span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 21 Jan 2023 14:10:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Territorio, suolo ed inquinamento]]></title>
			<author><![CDATA[EEA - Agenzia Europea Ambiente]]></author>
			<category domain="https://www.aceng.eu/blog/index.php?category=inquinamento"><![CDATA[inquinamento]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000007"><div><span class="imUl fs12lh1-5"><b>Inquinamento del suolo e del territorio: diffuso, dannoso e crescente</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il terreno sotto i nostri piedi è molto più che rocce, suolo e limo. Ogni metro quadro può essere unico in termini di composizione, struttura e vita che contiene e sostiene. Alcuni contengono più rocce ricche di determinati minerali, altri sono ricchi di residui vegetali con sacche d’aria e d’acqua.</span><br></div><div><div>Il suolo è spesso un dominio di biodiversità trascurato ma anche un piccolo appezzamento può pullulare di vita, da piccoli organismi a funghi e lombrichi, tutti con un ruolo fondamentale nel funzionamento dell’ecosistema del suolo. È anche in questo spazio che i nutrienti si tramutano in forme che le piante possono assimilare, consentendo alla biomassa di formare e immagazzinare carbonio. È sempre qui che la nostra futura acqua potabile inizia il percorso naturale di depurazione verso le falde acquifere.</div><div><br></div><div><b class="imUl">Un problema locale?</b></div><div>Il modo in cui utilizziamo il territorio spesso introduce in questi ecosistemi unici sostanze aggiuntive al fine di proteggere colture selezionate o aggiungere nutrienti. Gli inquinanti rilasciati dall’industria, dai trasporti e da altre attività economiche possono percorrere anche lunghe distanze e raggiungere il suolo, dove si diluiscono e vengono temporaneamente immagazzinati. Il suolo, componente del territorio, si considera inquinato quando i contaminanti incidono negativamente sulla salute umana o sull’ambiente.</div><div>Ad ogni passo che facciamo, potremmo trovarci sopra una miscela e una concentrazione molto diversa di contaminanti nel terreno. La grande varietà di contaminanti, suoli e condizioni climatiche e di utilizzo dei territori comporta costi elevati per il monitoraggio e una completa valutazione dell’inquinamento del suolo e del territorio. Quello che sappiamo si basa principalmente su campioni prelevati in campi sparsi in diversi paesi.</div><div>Metalli, fertilizzanti e pesticidi</div><div>Per coltivare i prodotti alimentari abbiamo bisogno dell’agricoltura ma alcune pratiche agricole non sostenibili continuano a contaminare il suolo.</div><div>Per crescere, le piante hanno bisogno, tra le altre cose, di sostanze nutritive e l’agricoltura intensiva può provocare il depauperamento dei nutrienti presenti nel suolo più rapidamente di quanto la natura li reintegri. I fertilizzanti contribuiscono a compensare tale deficit introducendo sostanze nutritive supplementari. Purtroppo, spesso le piante non assorbono l’intera quantità e il surplus, che all’inizio si trova nel suolo, prima o poi si riversa nei laghi e nei fiumi. Una volta in acqua, il surplus di azoto determina spesso una crescita eccessiva di piante e alghe, la cui decomposizione può ridurre notevolmente i livelli di ossigeno nell’acqua, danneggiando le specie animali e vegetali di tale ecosistema.</div><div>Il rame è ampiamente utilizzato, da decenni, come fungicida nei vigneti e nei frutteti. Un recente <span class="cf1">studio</span> su larga scala, sui suoli europei, ha mostrato che le concentrazioni di rame nei vigneti erano tre volte superiori alla media. Il rame viene anche aggiunto al mangime animale e, quando il letame viene sparso sui prati e su altri terreni agricoli, viene introdotto nell’ambiente.</div><div>Il cadmio è un altro metallo altamente tossico presente nei fertilizzanti minerali a base di fosforo. Alcuni «fertilizzanti organici», come i fanghi di depurazione, il concime, il compost e i rifiuti organici, possono anche introdurre un’ampia combinazione di metalli pesanti e inquinanti organici se non sono ben regolamentati.</div><div>Le sostanze chimiche derivanti dall’uso a lungo termine di pesticidi sono presenti anche in campioni di suolo provenienti da tutta Europa. Oltre l’80 % dei terreni testati in uno studio<sup>30</sup> conteneva residui di pesticidi, con il 58 % che conteneva due o più tipi di residui. </div><div><br></div><div><span class="imUl fs12lh1-5"><b>Gestione dei rifiuti, industria e oltre i confini</b></span></div><div>Le pratiche agricole sono ben lungi dall’essere l’unica fonte di inquinamento del suolo e del territorio. I rifiuti gestiti in modo inadeguato, sia urbani che industriali, sono responsabili di <span class="cf1">oltre</span><span class="cf1"> </span><span class="cf1">un terzo</span> delle contaminazioni locali, seguiti dalle attività industriali. Esistono informazioni pubbliche dettagliate solo per una piccola parte dei diversi milioni di siti che si stima svolgano attività potenzialmente inquinanti nell’UE.</div><div>Anche l’inquinamento del suolo e del territorio è un problema globale. L’aria e l’acqua possono trasportare inquinanti, compresi composti azotati e minuscoli frammenti di plastica, ovunque nel mondo e depositarli sulla superficie terrestre. Si riscontrano inquinanti anche sulle cime più alte e sulle spiagge più remote.</div><div><br></div><div><span class="imUl fs12lh1-5"><b>Restano nell’ambiente accumulandosi per sempre</b></span></div><div>Alcuni inquinanti si degradano nel suolo nel tempo, mentre altri restano per sempre. In molti casi, il territorio e i suoli sono la destinazione finale in cui finiscono vari inquinanti accumulandosi nel tempo. Non sono completamente noti tutti i rischi di queste sostanze chimiche e delle loro svariate miscele. Tuttavia, sulla base dei siti campionati, sappiamo che l’inquinamento del territorio e del suolo può avere impatti significativi sulla salute umana, sulla biodiversità del suolo e sulla salute dell’ecosistema. Questi inquinanti possono colpire gli organismi presenti nel suolo ed eventualmente contaminare i nostri prodotti alimentari e l’acqua potabile.</div><div>La bonifica dei territori contaminati è difficile e costosa, ma necessaria per risanare l’inquinamento del passato. Tuttavia, le autorità locali spesso non dispongono dei mezzi e degli strumenti per gestire la bonifica. Nell’UE sono stati bonificati più di 65 000 siti, tuttavia, la maggior parte dei siti potenzialmente contaminati rimane di gran lunga non trattata.</div><div><br></div><div><span class="imUl fs12lh1-5"><b>La migliore soluzione: prevenzione</b></span></div><div>La prevenzione rimane il modo più efficace ed economico per garantire nel lungo periodo suoli sani nonché acqua e aria più pulite. Qualsiasi iniziativa volta a prevenire e ridurre l’inquinamento – dalla progettazione dei prodotti, a un miglior riciclo, alla gestione dei rifiuti, alla rotazione delle colture, all’agricoltura di precisione e alla riduzione dell’uso di pesticidi e fertilizzanti, fino a rendere più puliti i trasporti e l’industria &nbsp;e a sostenere le autorità nell’attuazione di misure efficaci contribuirà ad alleviare le pressioni su questi ecosistemi vitali.</div><div>Molte iniziative politiche esistenti e future nell’ambito del Green Deal europeo (l’economia circolare, la strategia «Dal produttore al consumatore», la strategia sulla biodiversità, la strategia in materia di sostanze chimiche, la nuova strategia per il suolo e il piano d’azione sull’inquinamento zero) forniscono un quadro europeo e sostengono le autorità nazionali e gli utenti del territorio nella protezione dei terreni e dei suoli dall’inquinamento. Un ulteriore sostegno alle autorità locali e un quadro politico dell’UE più coerente, in materia di suolo, rafforzerebbero ulteriormente tali sforzi. Dopo tutto, l’inquinamento è solo una delle numerose minacce che il suolo e il territorio devono affrontare.</div></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.aceng.eu/images/AEA_agricoltura-inquinamento.JPG"  title="" alt="" width="803" height="509" /><br></div><div class="imTALeft"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 21 Jan 2023 13:58:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Salute e produttività]]></title>
			<author><![CDATA[EEA - Agenzia Europea Ambiente]]></author>
			<category domain="https://www.aceng.eu/blog/index.php?category=inquinamento"><![CDATA[inquinamento]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000006"><div><div class="imHeading1 imTAJustify"><span class="imUl">Una più elevata qualità dell’aria migliora la salute e la produttività delle persone</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">In Europa l’aria è molto più pulita di quanto non fosse quando l’Unione europea (UE) e i suoi Stati membri hanno iniziato a introdurre politiche in materia di qualità dell’aria e di prevenzione e controllo dell’inquinamento, circa mezzo secolo fa. Le politiche europee e nazionali e i provvedimenti locali sono stati in grado di contenere l’inquinamento causato dai trasporti, dall’industria e dal settore energetico.</span><br></div><div><div class="imTAJustify">Nonostante tali progressi, le valutazioni annuali dell’EEA Qualità dell’aria in Europa mostrano regolarmente come l’inquinamento dell’aria rappresenti ancora un pericolo per la salute umana e l’ambiente. I livelli di inquinamento atmosferico in molte città europee superano ancora i limiti imposti giuridicamente dall’UE e suggeriti dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per la protezione della salute umana. Come tragica conseguenza di tutto questo, secondo le stime dell’EEA, ogni anno circa 400 000 europei muoiono prematuramente a causa della scarsa qualità dell’aria.</div><div class="imTAJustify">L’inquinamento atmosferico è la prima causa di decessi prematuri per fattori ambientali in Europa, ma ha anche considerevoli ripercussioni economiche. Aumenta le spese sanitarie e riduce la produttività economica a causa delle precarie condizioni di salute dei lavoratori. L’inquinamento atmosferico danneggia anche il suolo, le colture, le foreste, i laghi e i fiumi. Gli inquinanti danneggiano persino le nostre case, i ponti e altre infrastrutture.</div><div class="imTAJustify">Oltretutto, le ripercussioni negative della scarsa qualità dell’aria non sono equamente distribuite in tutta la società. Un recente rapporto di AEMA ha messo in evidenza quanto l’inquinamento atmosferico, nonché le temperature estreme e il rumore, siano destinati a ripercuotersi in maniera sproporzionata sui cittadini europei più vulnerabili, in particolare nelle regioni orientali e meridionali dell’Europa. Oltre ai miglioramenti generali, è necessaria un’azione mirata per proteggere meglio i gruppi vulnerabili.</div></div><div><br></div><div><div class="imTAJustify"><span class="imUl fs12lh1-5"><b>Problemi sistemici profondamente radicati</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il particolato (PM), il biossido di azoto (NO<sub>2</sub>) e l’ozono troposferico (O<sub>3</sub>) sono le sostanze inquinanti più dannose per la salute umana e per l’ambiente in Europa. Le principali fonti di questi inquinanti sono il trasporto stradale, il riscaldamento domestico, l’agricoltura e l’industria.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Nelle città, in cui vivono circa tre europei su quattro, spesso il trasporto stradale è la principale fonte di inquinamento atmosferico, soprattutto perché le automobili emettono inquinanti a livello del suolo, vicino alle persone. In alcune parti d’Europa, la fonte più importante di inquinanti nocivi è rappresentata dal riscaldamento domestico a legna e carbone. Purtroppo, queste emissioni aumentano durante i mesi invernali, quando le condizioni meteorologiche spesso impediscono la dispersione degli inquinanti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Ciò che accomuna le fonti di inquinanti atmosferici è il profondo radicamento nei sistemi di mobilità, produzione e consumo di energia ed alimenti delle nostre società. Questi stessi sistemi non sono solo le principali fonti di inquinanti atmosferici, ma anche le cause profonde dell’emergenza climatica e della rapida perdita di biodiversità.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Le modalità di spostamento di persone e merci, di generazione di calore ed elettricità e di produzione e consumo dei nostri alimenti sono, in molti modi, alla base del nostro attuale stile di vita. Per questo motivo non è facile cambiare questi sistemi. In molti casi, dobbiamo riconsiderare il modo in cui abbiamo costruito le nostre società e il modo in cui viviamo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Soluzioni vantaggiose per tutti per un’aria più pulita</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">L’EEA ha collaborato con diverse città europee nell’ambito di un progetto pilota per comprendere meglio le sfide al fine di migliorare la qualità dell’aria su scala locale. Le 10 città che hanno partecipato al progetto pilota hanno, ad esempio, ampliato il teleriscaldamento, incentivato l’uso di biciclette, abbassato i limiti di velocità e imposto oneri connessi alla congestione del traffico per migliorare la qualità dell’aria a livello locale. Altre iniziative di successo comprendono la ricollocazione di impianti industriali, la modernizzazione di stufe e caldaie per uso domestico, l’utilizzo di combustibili più puliti per il riscaldamento, il passaggio ad autobus e tram più ecologici e l’introduzione di zone di trasporto a basse emissioni.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Tali misure riducono l’inquinamento atmosferico locale e spesso il rumore, migliorando la qualità di vita dei residenti. Inoltre, gli stessi provvedimenti riducono le emissioni di gas a effetto serra e, in molti casi, consentono di risparmiare denaro. Tuttavia, le stesse città hanno anche segnalato importanti difficoltà, in particolare in merito al dialogo con i cittadini e alle argomentazioni politiche a favore di misure volte a migliorare la qualità dell’aria.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Per conseguire risultati migliori, le azioni a livello locale e regionale vanno di pari passo con efficaci politiche nazionali ed europee, che spesso offrono notevoli vantaggi complementari nella riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e dell’inquinamento atmosferico allo stesso tempo. Questi vantaggi complementari si possono realizzare, ad esempio, migliorando l’efficienza energetica e rendendo più ecologico il sistema di mobilità.</span></div></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.aceng.eu/images/AEA_popolazione-inquinamento.JPG"  title="" alt="" width="727" height="426" /><br></div><div><div class="imTAJustify"><span class="imUl fs12lh1-5"><b>Le persone reclamano aria pulita</b></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Una</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">recente relazione della Corte dei conti </span><span class="fs12lh1-5">europea</span><span class="fs12lh1-5"> ha rilevato che i cittadini possono svolgere un ruolo cruciale nel promuovere una migliore qualità dell’aria. Per informare i cittadini, l’EEA dà accesso a dati e statistiche quasi in tempo reale sulla qualità dell’aria.</span></div><div class="fs12lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">L’EEA e la Commissione europea hanno anche sviluppato un sistema online, l’</span><span class="fs12lh1-5">Indice</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">europeo della qualità dell’aria</span><span class="fs12lh1-5">, che consente ai cittadini di tutta Europa di controllare la qualità attuale dell’aria nel luogo in cui vivono, lavorano o viaggiano. L’indice è calcolato con dati orari provenienti da oltre 2 000 stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria in tutta Europa e fornisce anche informazioni e raccomandazioni in materia di salute.</span></div></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Le persone sono sempre più interessate alla qualità dell’aria che respirano, difatti alcuni cittadini assumono iniziative atte a misurare la qualità della propria aria a livello locale mediante la «Scienza dei cittadini». L’EEA lavora congiuntamente alla rete europea dei responsabili delle agenzie per la protezione dell’ambiente (EPA Network) su un progetto chiamato CleanAir@School che prevede che i bambini, i genitori e gli insegnanti misurino le concentrazioni di inquinanti intorno alle scuole.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Le scuole che partecipano al progetto misurano le concentrazioni di biossido di azoto con semplici dispositivi dal costo limitato, collocando un campionatore accanto alla strada di fronte alla scuola e uno in una zona meno inquinata, come i terreni dietro la scuola. Il progetto punta a sensibilizzare sul tema del traffico come fonte di inquinamento atmosferico e incoraggiare i genitori a non accompagnare più a scuola i propri figli in automobile.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="imUl fs12lh1-5"><b>Verso l’azzeramento dell’inquinamento atmosferico</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">I provvedimenti e le politiche a livello locale, regionale, nazionale e dell’UE con obiettivi vincolanti hanno migliorato la qualità dell’aria in Europa a vantaggio dei cittadini e dell’ambiente. Sempre più persone in tutto il mondo reclamano simili progressi. Ridurre il numero di decessi e malattie dovute all’inquinamento atmosferico è uno degli intenti degli obiettivi di sviluppo sostenibile che puntano a garantire una vita sana e a promuovere il benessere. Un intento analogo è previsto per città e comunità sostenibili. Il conseguimento di tale obiettivo, come degli altri, apporterebbe enormi benefici a livello mondiale, tra cui un aumento della produttività e una riduzione delle spese sanitarie.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">I provvedimenti necessari per ridurre l’inquinamento atmosferico, sia in Europa che a livello mondiale, sono in gran parte gli stessi provvedimenti necessari per affrontare l’emergenza climatica e arrestare il degrado ambientale. Dobbiamo cambiare radicalmente e decarbonizzare i nostri sistemi di produzione e di consumo, in particolare quelli relativi alla mobilità, all’energia e all’alimentazione.</span></div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 21 Jan 2023 13:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Gestire la qualità dell'aria in Europa]]></title>
			<author><![CDATA[EEA - Agenzia Europea Ambiente]]></author>
			<category domain="https://www.aceng.eu/blog/index.php?category=inquinamento"><![CDATA[inquinamento]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000005"><div><div class="imHeading1 imTAJustify">Gestire la qualità dell'aria in Europa</div></div><div class="imTAJustify"><div><span class="imUl fs12lh1-5"><b>Piani per la qualità dell'aria</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Le direttive dell'UE sulla qualità dell'aria ambiente stabiliscono standard di qualità dell'aria per determinati inquinanti presenti nell'aria ambiente al fine di proteggere la salute umana e l'ambiente. In caso di superamento di tali valori, gli Stati membri sono tenuti ad adottare le misure necessarie per ridurre le concentrazioni di inquinanti atmosferici e a predisporre un piano per la <b _istranslated="1">qualità dell'aria </b>che stabilisca misure adeguate. L'obiettivo è quello di mantenere il periodo di superamento il più breve possibile.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">I piani per la qualità dell'aria sono uno strumento principale utilizzato dalle autorità per migliorare la qualità dell'aria, ridurre le emissioni di inquinanti atmosferici e apportare benefici alla salute pubblica. Nel periodo 2014-2020, 21 Stati membri hanno presentato almeno un piano per la qualità dell'aria all'AEA (CT/ATNI 2021), comprendente informazioni riguardanti:</span></div><div style="text-align: start;"><ul><li _msthash="2424227" _msttexthash="3733314" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">piani d'azione e programmi a breve termine per migliorare la qualità dell'aria</span></li><li _msthash="2424357" _msttexthash="2535767" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Misure previste nel contesto dei piani per la qualità dell'aria</span></li><li _msthash="2424487" _msttexthash="30150666" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">i superamenti delle norme dell'UE in materia di qualità dell'aria che hanno innescato l'elaborazione di piani d'azione a breve termine e piani per la qualità dell'aria, nonché le fonti di emissione che hanno contribuito a tali superamenti</span></li><li _msthash="2424617" _msttexthash="3008434" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">scenari di come le misure potrebbero migliorare la qualità dell'aria.</span></li></ul></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Sono stati segnalati un totale di 944 piani per la qualità dell'aria. Di questi, il 59% è stato dichiarato attuato, il 15% nel primo anno di attuazione e il 17% in fase di revisione. Ciò suggerisce che, sebbene la maggior parte dei piani sia stata attuata con successo, una percentuale significativa necessitava di ulteriore attenzione. Il resto dei piani era in fase di preparazione o adozione, o era stato completato.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><font _mstmutation="1" _msthash="1999933" _msttexthash="12004200">La maggior parte dei piani per la qualità dell'aria mira a proteggere la salute, con la maggior parte che si concentra sulla riduzione dei livelli di NO</font><sub _msthash="2422849" _msttexthash="4550">2</sub><font _mstmutation="1" _msthash="1999934" _msttexthash="621257"> e particolato grossolano (PM</font><sub _msthash="2422992" _msttexthash="9451">10</sub><font _mstmutation="1" _msthash="1999935" _msttexthash="5567887">). Solo il 5% dei superamenti segnalati riguardava altri inquinanti, tra cui il particolato fine (PM</font><sub _msthash="2423135" _msttexthash="15535">2.5</sub><font _mstmutation="1" _msthash="1999936" _msttexthash="98163">) ozono (O</font><sub _msthash="2423278" _msttexthash="4641">3</sub><font _mstmutation="1" _msthash="1999937" _msttexthash="180986">), nichel in PM</font><sub _msthash="2423421" _msttexthash="9451">10</sub><font _mstmutation="1" _msthash="1999938" _msttexthash="166218">, piombo in PM</font><sub _msthash="2423564" _msttexthash="9451">10</sub><font _mstmutation="1" _msthash="1999939" _msttexthash="187252">, cadmio nel PM</font><sub _msthash="2423707" _msttexthash="9451">10</sub><font _mstmutation="1" _msthash="1999940" _msttexthash="433979">, Anidride solforosa SO</font><sub _msthash="2423850" _msttexthash="4550">2</sub><font _mstmutation="1" _msthash="1999941" _msttexthash="12950678"> e benzene (in ordine decrescente). Un piccolo numero di piani mira esplicitamente a proteggere la vegetazione, tra cui tre incentrati sulla riduzione di O</font><sub _msthash="2423993" _msttexthash="4641">3</sub><font _mstmutation="1" _msthash="1999942" _msttexthash="818727"> e ammoniaca in Spagna, quattro su O</font><sub _msthash="2491762" _msttexthash="4641">3</sub><font _mstmutation="1" _msthash="1999943" _msttexthash="1051843"> in Francia e due sugli ossidi di azoto (NO</font><sub _msthash="2491918" _msttexthash="8008">X</sub><font _mstmutation="1" _msthash="1999944" _msttexthash="11724999">) in Italia. La maggior parte dei superamenti (65%) sono stati segnalati nelle aree urbane, con il 21% nelle aree suburbane e il resto nelle aree rurali.</font></span></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="imUl fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><div class="imUl fs12lh1-5"><div><b>Fonti di inquinanti atmosferici che determinano i superamenti</b></div></div></div><div class="imTAJustify"><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><font _mstmutation="1" _msthash="2063425" _msttexthash="3040635">Il traffico stradale è stato il principale motore dei superamenti di NO</font><sub _msthash="2489929" _msttexthash="4550">2</sub><font _mstmutation="1" _msthash="2063426" _msttexthash="180429067"> Segnalato. In effetti, il 64% di <b _mstmutation="1" _istranslated="1">tutti i superamenti segnalati</b> era legato al traffico denso nei centri urbani e alla vicinanza alle strade principali. Per sei paesi, vale a dire Austria, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi, Portogallo e Regno Unito, il traffico stradale è stata l'unica fonte importante di superamenti segnalati. In Germania e Francia, il traffico stradale è stato inferiore rispettivamente al 95% e al 73% di tutti i superamenti. Al contrario, in altri paesi, il traffico stradale era una fonte meno importante, dietro solo all'8% dei superamenti in Polonia, al 15% in Bulgaria e al 20% in Lituania.</font></span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><font _mstmutation="1" _msthash="2063555" _msttexthash="40388257">Il riscaldamento domestico è stato segnalato come la seconda fonte più importante che determina i superamenti degli standard di qualità dell'aria in tutta Europa, legata al 14% dei superamenti totali, e il principale fattore di superamento di materie particolari grossolane (PM</font><sub _msthash="2490137" _msttexthash="9451">10</sub><font _mstmutation="1" _msthash="2063556" _msttexthash="32974981">). I paesi che hanno segnalato il riscaldamento domestico come un fattore significativo di superamenti includono Slovenia, dove il 57% dei superamenti è stato attribuito al riscaldamento domestico, Slovacchia (50%), Bulgaria (45%), Polonia (38%) e Romania (36%).</font></span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">L'industria locale è stata alla base del 10% dei superamenti segnalati in tutta Europa. A livello nazionale, l'industria locale ha guidato il 50% dei superamenti in Belgio, il 24% in Lettonia, il 22% in Polonia e il 20% in Francia.</span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Oltrepassamenti degli standard sull'ozono sono stati segnalati da Italia, Francia e Spagna, e sono stati collegati al trasporto nelle aree urbane e rurali.</span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="imUl fs12lh1-5"><b>Misure per ridurre le emissioni di inquinanti atmosferici</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Nell'ambito dei loro piani per la qualità dell'aria volti a ridurre le concentrazioni dei principali inquinanti atmosferici, gli Stati membri mettono in atto misure per ridurre le emissioni. Tali misure possono essere adottate nell'ambito dei piani per la qualità dell'aria messi in atto ai sensi delle direttive sulla qualità dell'aria ambiente. In alternativa, possono essere adottate misure nell'ambito dei programmi nazionali di controllo dell'inquinamento atmosferico, che gli Stati membri devono aggiornare almeno ogni 4 anni nel contesto della direttiva sugli impegni nazionali di riduzione delle emissioni.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">In tutti i paesi che hanno riferito di aver messo in atto misure attraverso i piani di qualità dell'aria richiesti dalle direttive sulla qualità dell'aria ambiente:</span></div><div style="text-align: start;"><ul><li _msthash="2491268" _msttexthash="1904604" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">70% delle misure incentrate sul settore dei trasporti</span></li><li _msthash="2491398" _msttexthash="6821347" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">12% si è concentrato sui settori energetici commerciali e residenziali legati al riscaldamento domestico</span></li><li _msthash="2491528" _msttexthash="733135" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">8% focalizzato sull'industria</span></li><li _msthash="2491658" _msttexthash="1073748" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">6% si è concentrato sulle spedizioni</span></li><li _msthash="2491788" _msttexthash="1271686" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">4% si è concentrato sul settore agricolo.</span></li></ul></div></div><div class="imTAJustify"><span class="imUl fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div class="imTACenter"><span class="imUl fs12lh1-5"><img class="image-0" src="https://www.aceng.eu/images/AEA_agricoltura.JPG"  title="" alt="" width="805" height="635" /><b><br></b></span></div><div class="imTACenter"><span class="imUl fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="imUl fs12lh1-5"><img class="image-1" src="https://www.aceng.eu/images/AEA_energia.JPG"  title="" alt="" width="803" height="579" /><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="imUl fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="imUl fs12lh1-5"><img class="image-2" src="https://www.aceng.eu/images/AEA_industria.JPG"  title="" alt="" width="803" height="684" /><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="imUl fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="imUl fs12lh1-5"><img class="image-3" src="https://www.aceng.eu/images/AEA_trasporto.JPG"  title="" alt="" width="803" height="611" /><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="imUl fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><font _mstmutation="1" _msthash="2063932" _msttexthash="5606081">In termini di inquinanti, il 62% delle misure si è concentrato sulla riduzione delle emissioni di NO</font><sub _msthash="2490748" _msttexthash="4550">2</sub><font _mstmutation="1" _msthash="2063933" _msttexthash="800852">, mentre il 26% si è concentrato su</font><sub _msthash="2490891" _msttexthash="9451">10</sub><font _mstmutation="1" _msthash="2063934" _msttexthash="436696">) e il 10% sull'ammenda (PM</font><sub _msthash="2491034" _msttexthash="15535">2.5</sub><font _mstmutation="1" _msthash="2063935" _msttexthash="4232709">) particelle. Un piccolo numero di misure ha riguardato il benzo(α)pirene (BaP).</font></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><font _mstmutation="1" _msthash="2064062" _msttexthash="2599805">Le misure più comuni adottate per ridurre le concentrazioni di NO</font><sub _msthash="2490956" _msttexthash="4550">2</sub><font _mstmutation="1" _msthash="2064063" _msttexthash="21333">, PM</font><sub _msthash="2491099" _msttexthash="9451">10</sub><font _mstmutation="1" _msthash="2064064" _msttexthash="21333">, PM</font><sub _msthash="2491242" _msttexthash="15535">2.5</sub><font _mstmutation="1" _msthash="2064065" _msttexthash="98236827"> e BaP si sono concentrati sulla pianificazione e la gestione del traffico, rappresentando il 39% di tutte le misure. Il miglioramento del trasporto pubblico è stata una misura comune di gestione del traffico per ridurre le concentrazioni di tutti e quattro gli inquinanti. Altre misure frequentemente segnalate includono la gestione dei parcheggi, i limiti di velocità, le zone a basse emissioni e il trasferimento modale nei trasporti.</font></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Nel complesso, il 19% delle misure si è concentrato sull'informazione e l'educazione del pubblico attraverso diversi canali mediatici. Il quattordici per cento delle misure si è concentrato sull'uso di combustibili a basse emissioni per le fonti fisse di piccola, media e grande scala e per le fonti mobili.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">La figura 3 presenta informazioni aggregate sul tipo e sul numero di misure messe in atto per migliorare la qualità dell'aria in tutti i paesi dichiaranti, suddivise in:</span></div><div style="text-align: start;"><ul><li _msthash="2491463" _msttexthash="112008" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Traffico</span></li><li _msthash="2491593" _msttexthash="358488" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Sensibilizzazione</span></li><li _msthash="2491723" _msttexthash="285415" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Appalti pubblici</span></li><li _msthash="2491853" _msttexthash="205907" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Combustibili</span></li><li _msthash="2491983" _msttexthash="136825" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Industria</span></li><li _msthash="2492113" _msttexthash="61412" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Altro</span></li></ul></div></div><div class="imTAJustify"><span class="imUl fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il livello dell'autorità amministrativa responsabile dell'attuazione delle misure variava: l'86% era gestito a livello locale, l'11% a livello regionale e<b _istranslated="1"> </b>solo il 3% a livello nazionale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="imUl fs12lh1-5"><b>Informazioni sulla qualità dell'aria e sensibilizzazione del pubblico</b></span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><font _mstmutation="1" _msthash="2064309" _msttexthash="217334351">L'inquinamento atmosferico è riconosciuto come il più grande rischio ambientale per la salute pubblica, con la maggior parte dei cittadini europei che identificano gli impatti sulla salute dell'inquinamento atmosferico come un problema molto serio (Commissione europea, 2019). La consapevolezza e la comprensione delle fonti di inquinamento atmosferico da parte del pubblico sono importanti per ottenere sostegno per azioni volte a migliorare la qualità dell'aria. La mancanza di consapevolezza degli impatti sulla salute dell'inquinamento atmosferico può creare opposizione alle politiche e alle misure per migliorare la qualità dell'aria.</font><b></b></span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><font _mstmutation="1" _msthash="2064439" _msttexthash="92577862">In tutta Europa, le autorità hanno incontrato l'opposizione pubblica ad alcune misure proposte per limitare il traffico stradale o la combustione domestica di combustibili per il riscaldamento (ETC/ATNI, 2020). In altri casi, i cittadini sono attivamente coinvolti nella lotta contro l'inquinamento atmosferico, anche attraverso iniziative di citizen science per monitorare la qualità dell'aria e sensibilizzare (AEA, 2020).</font><b></b></span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><font _mstmutation="1" _msthash="2063386" _msttexthash="79934374">Poiché il 76% dei superamenti si verifica nelle aree urbane e suburbane, le città svolgono un ruolo chiave nella gestione della qualità dell'aria di successo. I piani per la qualità dell'aria spesso includono un focus sull'informazione e l'educazione del pubblico, per aumentare la consapevolezza e promuovere l'abbandono delle attività associate all'emissione di inquinanti atmosferici.</font><b></b></span></div><div data-line-height="1.5" class="lh1-5 imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Diverse città stanno sviluppando approcci innovativi per migliorare la comunicazione sulla qualità dell'aria, aumentare la consapevolezza e l'impegno del pubblico e incoraggiare cambiamenti nel comportamento (AEA, 2018). Il livello di accettazione pubblica delle misure volte a migliorare la qualità dell'aria è più elevato nelle città in cui i cittadini sono meglio informati sui problemi di qualità dell'aria e sui benefici per la salute dell'aria pulita.</span></div></div><div class="imTAJustify"><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div class="imTAJustify"><div><b class="fs12lh1-5">References</b></div></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Direttiva 2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008 , relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Direttiva 2004/107/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 dicembre 2004, concernente l'arsenico, il cadmio, il mercurio, il nickel e gli idrocarburi policiclici aromatici nell'aria ambiente</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Direttiva (UE) 2015/1480 della Commissione, del 28 agosto 2015, che modifica diversi allegati delle direttive 2004/107/CE e 2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio che stabiliscono norme relative ai metodi di riferimento, alla convalida dei dati e all'ubicazione dei punti di campionamento per la valutazione della qualità dell'aria ambiente</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">2011/850/UE: Decisione di esecuzione della Commissione, del 12 dicembre 2011 , recante norme per le direttive 2004/107/CE e 2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda lo scambio reciproco di informazioni e relazioni sulla qualità dell'aria ambiente</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">ETC/ATNI 2021, Relazione 9/2020: Piani e misure per la qualità dell'aria. Analisi dei dati presentati dal 2014 al 2020</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Direttiva (UE) 2016/2284 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2016, concernente la riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici, recante modifica della direttiva 2003/35/CE e abrogazione della direttiva 2001/81/CE</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">CE 2019: Eurobarometro speciale 497: Atteggiamenti degli europei nei confronti della qualità dell'aria, versione v1.00, Commissione europea, direzione generale della Comunicazione, 2019, accesso 2022-02-04,</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">ETC/ATNI 2020, Relazione 2/2020: Sensibilizzazione del pubblico e sforzi per migliorare la qualità dell'aria in Europa</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">AEA, 2020, Valutazione della qualità dell'aria attraverso la scienza dei cittadini, relazione dell'AEA n. 19/2019, Agenzia europea dell'ambiente.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">AEA, 2018, La qualità dell'aria urbana in Europa: rivalutare le sfide dell'attuazione nelle città Relazione dell'AEA n. 24/2018, Agenzia europea dell'ambiente</span></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 21 Jan 2023 10:41:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Progetto AirFresh]]></title>
			<author><![CDATA[Filomena Fotia]]></author>
			<category domain="https://www.aceng.eu/blog/index.php?category=inquinamento"><![CDATA[inquinamento]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000002"><div class="imHeading1">Al via il progetto AIRFRESH per la riforestazione urbana</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">Circa 600 nuovi alberi sono stati piantati a Firenze e ad Aix-en-Provence, nel sud-est della Francia, grazie al progetto europeo</span><span class="cf1"> </span></span><strong class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5 cf1">AIRFRESH</span></strong><span class="fs12lh1-5 cf1">, che vede la partecipazione per l’Italia di </span><strong class="fs12lh1-5"><span class="imUl cf2">ENEA</span></strong><span class="fs12lh1-5 cf1"> e Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri del Cnr</span><span class="fs12lh1-5 cf1">. L’obiettivo è di quantificare la capacità di un’area periurbana riforestata di migliorare la qualità dell’aria in città, ridurre il fenomeno delle isole di calore e garantire il deflusso delle acque piovane durante eventi meteorologici estremi.</span></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify">“<em>Per il progetto ENEA applicherà un sistema modellistico in grado di valutare le concentrazioni dei principali inquinanti e dei parametri meteorologici nelle città selezionate nelle condizioni di vegetazione attuale e, in seguito, all’introduzione di aree riforestate in prossimità della città</em>”, spiega Alessandra De Marco del Dipartimento ENEA di Sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali e responsabile del progetto per l’Agenzia.</div><div class="imTAJustify">L’inquinamento atmosferico e le isole di calore sono due dei principali problemi che affliggono le nostre città e rappresentano un grave minaccia per la salute pubblica, con <strong>mezzo milione di morti premature</strong> stimate in Europa e un <strong>costo complessivo di circa 644 miliardi di euro</strong>. E il futuro non ci riserva buone notizie: le stime ufficiali parlano di un raddoppio dei decessi a causa dell’aria inquinata entro il 2050. Saranno soprattutto le città del Mediterraneo a fare le spese dell’<strong>effetto combinato dell’aumento di temperatura</strong> (+2-5°C su scala regionale e fino a +7 °C nelle città entro il 2100) e dell’<strong>inquinamento dell’aria</strong>, come già confermato dalle due ondate di calore e dai picchi di inquinamento registrati nell’estate del 2019 e, in generale, dal 2000 in avanti in tutta Europa. “<em>Le criticità ambientali che si sono verificate quell’estate hanno fatto crescere la consapevolezza delle autorità pubbliche sull’urgenza di mettere in campo misure di mitigazione e adattamento e, soprattutto, hanno aperto le porte alla sperimentazione di nuovi modi di pianificazione e gestione delle foreste periurbane, come dimostrano Milano con 3 milioni di alberi piantati entro il 2030, il sud della Francia con 1 milione di nuovi alberi e il nostro progetto di riforestazione urbana</em>”, spiega De Marco.</div><div class="imTAJustify">Nel 2019 il 95% della popolazione di Firenze e di Aix-en-Provence è stata esposta a livelli di PM10, biossido di azoto (NO<sub>2</sub>) e ozono (O<sub>3</sub>) oltre i limiti stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per la protezione della salute umana, causando <strong>167 morti premature nel capoluogo toscano</strong> e <strong>73 nella città francese</strong>. In entrambe le città, inoltre, vi sono stati rispettivamente <strong>700 e 309 ricoveri per malattie cardiovascolari e respiratorie</strong>. Negli ultimi 20 anni la temperatura del capoluogo toscano si è alzata di 0,3-1,0 °C e questo aumento potrebbe arrivare a +1,5-3,7°C &nbsp;entro il 2100. Aix-en-Provence, invece, è la terza città più inquinata della Francia ed entro il 2100 la temperatura media annuale aumenterà di + 1,9-4,6°C e fino a 5,7°C in estate (nell’estate del 2019 la temperatura è stata di + 3,5°C rispetto alle città vicine).</div><div class="imTAJustify">“<em>Una volta conclusa la fase di piantumazione degli alberi, inizieremo con le campagne di misurazione delle concentrazioni di inquinanti atmosferici e dei valori di temperatura e umidità, sia nelle aree riforestate sia in quelle limitrofe, per valutare l’efficacia della creazione dell’area. I risultati ottenuti ci permetteranno di mettere a punto <strong>linee guida per massimizzare i benefici ambientali e di salute pubblica dalla riforestazione urbana</strong>. Gli amministratori locali, e non solo, avranno a disposizione <strong>indicazioni </strong>concrete<strong> su piantumazione e manutenzione del verde</strong> e un’adeguata <strong>selezione di specie arboree adatte al proprio contesto urbano</strong>, per evitare il verificarsi di altre problematiche, come il rilascio di composti organici volatili biogenici (BVOC) che portano alla formazione di ozono, all’aumento dei pollini causa di allergie e a ulteriori costi di potatura degli alberi</em>”, conclude la ricercatrice.</div><div class="imTAJustify">Insieme alle due città pilota per la parte sperimentale, il progetto AIRFRESH modellerà le concentrazioni di inquinanti anche per Zagabria (Croazia) e Napoli, per ottenere informazioni su contesti urbani con condizioni geografiche e orografiche differenti.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 21 Jan 2023 09:09:00 GMT</pubDate>
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